Analisi cliniche

Orario accettazione, prelievi e consegna referti:

 

 

  • dal Lunedì al Venerdì: dalle 8.00 alle 13.30 e dalle 14.30 alle 18.00

  • Sabato: dalle 8.00 alle 13.30

 

Il Laboratorio resta chiuso il sabato pomeriggio.

 

Il Servizio amministrativo è a disposizione, negli orari di apertura del Laboratorio, per informazioni riguardanti le modalità di accesso alla struttura, le indagini che vengono effettuate, il costo complessivo degli esami, gli orari dei prelievi, i tempi ed i metodi di ritiro dei referti.

 

 

Non è necessaria prenotazione per i prelievi di sangue.

 

 

Le preparazioni

Regole generali per la preparazione alle analisi più comuni

 

Prelievo del sangue

Presentarsi al laboratorio durante l’orario dei prelievi a digiuno dalle ore 20-21 del giorno prima. E’ permessa la sola assunzione di acqua. Non occorre appuntamento. Durante il periodo di digiuno è opportuno non fumare. Astenersi dall’assunzione di farmaci nelle 12 ore precedenti il prelievo, ad eccezione di prescrizione obbligatoria del medico o assoluta necessità; nei casi suddetti segnalare il tipo di farmaco assunto.

 

Esame delle urine

Per l’esame delle urine completo, raccogliere un campione delle urine del primo mattino e consegnarlo al più presto in laboratorio. Il recipiente da utilizzare può essere ritirato in laboratorio o acquistato in farmacia.

 

Urinocoltura (Da non eseguirsi in corso di terapia antibiotica)

Il recipiente da usare per la raccolta del campione di urine deve essere sterile e può essere ritirato in laboratorio o acquistato in farmacia.

Procedere come segue:

Eseguire un’accurata pulizia locale (lavarsi con acqua e sapone e sciacquare con abbondante acqua)

Scartare il primo getto di urina;

Raccogliere l’urina direttamente nel contenitore avendo cura di non toccarne le pareti interne;

Richiudere il contenitore e consegnarlo al più presto in laboratorio.

 

Raccolta urine delle 24 ore

Occorre munirsi di un contenitore adeguato che può essere ritirato in laboratorio.

Per eseguire correttamente la raccolta:

Scartare la prima urina del mattino;

Raccogliere da questo momento in poi, tutte le urine che saranno prodotte nelle successive 24 ore inclusa la prima del mattino seguente.

Il contenitore va conservato al fresco per tutto il tempo della raccolta.

 

Feci : esame per la ricerca dei parassiti

Raccogliere una piccola quantità di feci (una nocciola) e porla in un contenitore pulito (esistono contenitori muniti di paletta). Il campione non deve essere contaminato da urina.

Il contenitore può essere ritirato gratuitamente in laboratorio o acquistato in farmacia.

 

Feci : esame per la ricerca del sangue occulto

Raccogliere una piccola quantità di feci (una nocciola) e porla in un contenitore pulito (esistono contenitori muniti di paletta). Il campione non deve essere contaminato da urina.

L’esame è specifico per il sangue umano, quindi non è necessaria alcuna dieta mentre è opportuno evitare il periodo mestruale.

Il contenitore può essere ritirato gratuitamente in laboratorio o acquistato in farmacia.

 

Feci : esame colturale (coprocoltura)

Raccogliere una piccola quantità di feci (una nocciola) e porla in un contenitore pulito (esistono contenitori muniti di paletta). Il campione non deve essere contaminato da urina e va consegnato al più presto in laboratorio.

Segnalare se sono in corso terapie antibiotiche.

Il contenitore può essere ritirato gratuitamente in laboratorio o acquistato in farmacia.

 

Tampone uretrale

E’ necessario evitare di urinare alcune ore prima di effettuare l’esame. Segnalare se sono in corso terapie antibiotiche.

 

Tampone vaginale

Prendere l’appuntamento con il laboratorio. E’ necessario eseguire un’adeguata pulizia locale. Segnalare se sono in corso terapie antibiotiche.

 

Prova immunologica di gravidanza ( su urina )

L’esame si esegue su un campione di urina preferibilmente del primo mattino.

 

Esame del liquido seminale

Munirsi di un contenitore sterile, fornito gratuitamente dal laboratorio o acquistato in farmacia, e far pervenire il materiale al laboratorio entro mezz’ora circa.

L’esame va effettuato dopo 3 – 5 gg. di astinenza dai rapporti.

 

Curva glicemica

Il paziente si presenta a digiuno per essere sottoposto ad un primo prelievo del sangue. Successivamente all’assunzione di una precisa quantità di glucosio, saranno effettuati altri prelievi ad intervalli.

 

 

Diagnostica in gastroenterologia 


 

Breath test lattulosio 

Ricordiamo che l’assorbimento dei nutrienti è massimo a livello dei tratti intermedi dell’intestino tenue (digiuno ed ileo), mentre a livello del colon (intestino crasso) si assiste principalmente all’assorbimento di acqua ed elettroliti. In quest’ultimo tratto dell’apparato digestivo è presente una ricca flora microbica saprofita e simbiotica, che vive metabolizzando le sostanze non digerite o comunque non assorbite a livello intestinale. La fermentazione di tali sostanze dà origine a gas come idrogeno, metano ed anidride carbonica, in parte espulsi attraverso le flatulenze ed in parte riassorbiti dalla mucosa del colon e veicolati dal sangue fino ai polmoni, dove vengono allontanati con la respirazione. Quando una quantità eccessiva di nutrienti maldigeriti arriva nel colon, la produzione di gas intestinali diviene imponente, ed il soggetto lamenta meteorismo, distensione addominale e crampi addominali; inoltre, questi nutrienti richiamano acqua nel lume intestinale per ragioni osmotiche, scatenando diarrea ed amplificando i disturbi gastrointestinali.

Quando la flora microbica normalmente presente nel crasso prolifera a dismisura, insediandosi anche nei tratti terminali dell’intestino tenue, l’assorbimento dei nutrienti viene compromesso, mentre aumenta la quota di gas intestinali con amplificazione dei sintomi sopracitati. In queste condizioni, diagnosticabili tramite il breath test al lattulosio, è necessario intervenire con antibiotici specifici per ridurre la popolazione microbica dell’intestino.

Per quanto detto, somministrando lattulosio a pazienti con sovracrescita di batteri nell’intestino tenue otterremo un’eccessiva produzione di gas intestinali, superiore e più precoce rispetto ai soggetti normali. Tali gas, in particolare l’idrogeno ed il metano, vengono dosati nell’aria espirata dal soggetto per diagnosticare tale disturbo.

Il lattulosio è un disaccaride sintetico non assorbibile anche dall’intestino di persone perfettamente sane, ma fermentabile dalla flora batterica residente nel colon. Tuttavia, mentre in condizioni normali il picco di idrogeno nell’aria espirata si registra solo quando i residui di zucchero non assorbito arrivano nel colon, nel paziente affetto da sindrome da contaminazione batterica del tenue il picco sarà più precoce, perché comparirà non appena li lattulosio raggiunge i tratti terminali dell’intestino tenue. A tale incremento di H2 e CH4 nell’aria espirata segue un ulteriore e più duraturo picco dovuto al catabolismo fermentativo nel colon.

Breath test lattosio 

Il test viene eseguito generalmente al mattino, dopo un digiuno di almeno 8 ore,  è necessario non assumere antibiotici, fermenti lattici e lassativi nei 7 giorni prima dell’esame e attenersi a delle particolari indicazioni alimentari la sera prima. Il paziente deve inizialmente soffiare in una provetta e subito dopo deve bere una quantità nota di lattosio sciolta in un bicchiere d’acqua. Da questo momento, ad intervalli definiti,  il paziente dovrà soffiare nelle provette per altre 4 volte. Quindi il test dura in tutto 2 ore.  Sensibilità e Specificità del test sono vicini al 100 %.

Preparazione del paziente:

–         il giorno precedente il test non assumere fibre e carboidrati complessi quali quelli contenuti in frutta, verdura, pane e pasta. In particolare la sera precedente è raccomandata una cena leggera a base di carne o pesce bollito; evitare anche alcolici, caramelle e gomme da masticare;

–         presentarsi a digiuno da almeno 8 ore (si può bere solo acqua non gassata);

–         evitare di fumare e fare esercizio fisico intenso per almeno mezz’ora prima del test;

–         informare l’operatore se si assumono farmaci e/o si sono verificati, recentemente, episodi di diarrea perché queste condizioni possono avere conseguenze sul risultato del test;

–         sospendere l’utilizzo di lassativi, antibiotici e fermenti lattici  almeno una settimana prima dell’esecuzione dell’esame.

Ricerca Helicobacter Pylori 

Dopo la sua scoperta avvenuta più di 20 anni fa, l’Helicobacter pylori è oggi riconosciuto in tutto il mondo come uno degli agenti patogeni più comuni e importanti.

L’Helicobacter pylori è stato confermato come un agente eziologico della gastrite cronica, dell’ulcera peptica, nel linfoma del tessuto linfoide associato alla mucosa gastrica e nell’adenocarcinoma gastrico.

Test diagnostici effettuabili:

  • Breath Test ( test del respiro)
  • Hpsa ( Antigene fecale)

Infezione da Helicobacter pylori

Grazie ad estesi studi istopatologici, il mondo scientifico ha definitivamente riconosciuto che l’infezione gastrica da Helicobacter pylori rappresenta la più comune causa dell’ulcera, sia gastrica che duodenale. L’infezione cronica da Helicobacter pylori è stata anche chiamata in causa nella patogenesi del carcinoma e del linfoma gastrico: infatti, nel1994, l’Agenzia Internazionale di Ricerca sul Cancro ha stabilito una relazione causale tra infezione da HP e cancro gastrico, tanto da far presente che prevenzione e trattamento dell’infezione potessero ridurre la frequenza di cancro gastrico. Attendibili indagini epidemiologiche, documentate da qualificate pubblicazioni sull’argomento, indicano che l’infezione gastrica da HP si riscontra nel 40% della popolazione. Il batterio si trasmette facilmente per via oro-orale e oro-fecale, quindi, molto spesso, si trovano soggetti infetti tra membri dello stesso gruppo familiare, bambini inclusi. L’eradicazione di questa seria infezione assume pertanto una indiscutibile rilevanza clinica e profilattica, sia nei soggetti sintomatici sia in quelli asintomatici.

La determinazione dell’infezione da Hpsa può essere effettuata mediante: il13Curea Breath Test,  ricerca dell’antigene sulle feci oppure  ricerca su sangue degli anticorpi anti Helicobacter.

Hominis Lab effettua tutti e tre i tipi di esami

1- 13C Urea Breath Test

Il test sull’ espirato (Breath Test) è considerato il metodo più semplice e con la più elevata accuratezza diagnostica, tra quelli attualmente disponibili,  per accertare l’infezione gastrica da Helicobacter pylori.

Il Breath test si basa sulla capacità del batterio di metabolizzare rapidamente l’ urea in ammoniaca e CO2 (anidride carbonica). Viene eseguito generalmente al mattino, dopo un digiuno di almeno 6 ore. Al paziente viene somministrata, per bocca, urea marcata con l’isotopo 13 del carbonio (non radioattivo e presente in natura) e, attraverso l’espirato, viene misurata la quantità di CO2 marcata, mediante spettrofotometria di massa. Il paziente deve soffiare in una provetta subito prima di ingerire l’urea marcata e soffiare in una seconda provetta, mezz’ora dopo l’assunzione della sostanza. La spettrometria di massa misura la differenza esistente trala CO2, espirata prima dell’ ingestione della13Curea, ela CO2 marcata espirata dopo mezz’ora dalla ingestione della13Curea.

Se lo strumento riscontra una differenza  significativa tra le due misure, significa che c’è infezione.

2- Ricerca dell’ antigene fecale dell’ H. pylori

La ricerca dell’antigene fecale dell’Helicobacter pylori si effettua con un metodo immunologico rapido (immunoenzimatico o immunocromatografico) e non invasivo per il paziente. La presenza dell’antigene è segno di infezione in atto ed il test può essere utilizzato sia per la prima diagnosi che per la conferma dell’eradicazione a quattro settimane dalla fine della specifica terapia antibiotici.

N.B.: entrambi i metodi diagnostici (test del respiro e ricerca dell’antigene fecale) devono essere effettuati lontano dall’assunzione di antibiotici e inibitori di pompa protonica  perché questi farmaci possono sopprimere temporaneamente la crescita di H.pylori e quindi si possono avere dei risultati falsamente negativi. Si consiglia quindi di non effettuare il test prima di quattro settimane dal termine di una eventuale terapia con questi farmaci.

3- Ricerca degli anticorpi anti-Helicobacter (esame del sangue)

Gli anticorpi anti-Helicobacter Pylori si possono ricercare anche con un semplice prelievo di sangue. Si tratta di un test abbastanza rapido, che tuttavia presenta alcuni limiti: un risultato positivo, indica infatti semplicemente che il paziente ha avuto negli ultimi 3 anni circa una infezione da H. pylori.

Non è possibile quindi dire se l’infezione è ancora in atto oppure no. In pratica: se il risultato dell’esame è negativo abbiamo una ragionevole certezza che il paziente NON ha una infezione da Hp, ma se il risultato è positivo, non possiamo dire se l’infezione è in atto oppure se c’è stata in passato.

Questo test inoltre non può essere utilizzato per valutare l’efficacia di una terapia contro l’Hp, in quanto gli anticorpi si riducono lentamente e possono rimanere alti anche dopo che l’ Hp è stato eliminato.

Calprotectina 

La calprotectina fecale è una proteina presente in alcuni globuli bianchi (granulociti e monociti), che viene prodotta in grossa quantità in caso di patologie infiammatorie che possono interessare tutto l’apparato digerente come il Morbo di Crohn (MC) e la Rettocolite Ulcerosa (RCU), tumori dello stomaco e dell’esofago, enterocolite (infiammazione delle mucose intestinali, frequentissima nei bambini, ma comune anche negli adulti) di origine infettiva o tossica, esofagite (infiammazione dell’esofago, che è il “tubo” che collega la bocca allo stomaco), diverticolite (processo infiammatorio soprattutto a carico del colon, in particolare discendente e sigma) ed altre gravi malattie dell’apparato digerente.

Perchè si esegue

Il miglior utilizzo di questo test è il dosaggio nelle feci per le seguenti problematiche diagnostiche:

  • Come indice di uno stato infiammatorio intestinale di tipo organico, in particolare per le MICI (Malattie Croniche Infiammatorie Intestinali).
  • Per il monitoraggio dello stato infiammatorio intestinale
  • Predittività delle recidive

La caratteristica di questo marcatore è un’elevata sensibilità e risulta aumentato nelle seguenti patologie organiche:

  • IBD (patologie infiammatorie intestinali);
  • neoplasie;
  • infiammazioni intestinali di origine infettiva, e correlate alle patologie vascolari.

Il dosaggio della calprotectina è utile per il monitoraggio dello stato infiammatorio dell’intestino; nei  pazienti  con  MICI  trattati  con  terapia  farmacologica,  la  calprotectina  fecale  si negativizza quando c’è un ripristino della mucosa intestinale e la remissione della patologia.

Raccolta del campione

Le feci devono essere raccolte con il cucchiaino normalmente presente nei comuni contenitori in commercio in quantità pari ad una noce. In caso di consegna tardiva al laboratorio il campione può essere conservato in un luogo fresco (2-8 °C) per un massimo di 48 ore. Per conservazioni maggiori alle 48 ore congelare il campione a-20 °C.

Cosa significa

In presenza di un risultato negativo non abbiamo patologie legate all’apparto gastro intestinale.

Con un risultato positivo siamo in presenza di una patologia che deve essere meglio investigata anche con esami invasivi come la colonscopia ed ileoscopia con esame istologico, ecografia dell’addome ed endoscopia.

Con un risultato debolmente positivo il medico curante deve valutare attentamente il paziente ed investigare se tale risultato dipende da fattori patologici o di altra natura.

Interferenze

La  concentrazione  della  Calprotectina  fecale   può  aumentare  dopo  utilizzo  di  farmaci  anti-infiammatori  non  steroidei  (inclusa  l’aspirina),  farmaci  che  influenzano  la  motilità  intestinale  ed  inibitori dell’acidità gastrica. Quindi è fortemente consigliato sospendere l’ingestione dei farmaci  sopra menzionati da almeno 3 settimane prima del dosaggio della Calprotectina.

Per escludere interferenze di misurazione  della Calprotectina  contenuta nei neutrofili di sangue proveniente da situazioni emorragiche in corso, è consigliato evitare il dosaggio della Calprotectina in donne con mestruazioni oppure in soggetti con emorragie di altra origine.

Gastropanel 

Il GastroPanel nasce dall’esigenza di avere un esame semplice e non invasivo per indagare sulla natura delle malattie gastriche. Con un semplice prelievo di sangue, il GastroPanel fornisce chiare e dettagliate informazioni sullo stato della mucosa gastrica senza dover ricorrere necessariamente alla gastroscopia. Il GastroPanel  può fornire una diagnosi non invasiva e molto accurata delle malattie gastriche ed essere un utile strumento per la valutazione dei rischi e delle patologie ad esse collegate; può, inoltre, favorire la prevenzione, offrendo una diagnosi precisa e un trattamento mirato.

A CHI E’ CONSIGLIATO IL GASTROPANEL

Il GastroPanel è consigliato ai soggetti:

di tutte le età con disturbi digestivi e problemi di acidità

di tutte le età con reflusso gastrico, difficoltà a deglutire e tosse

con più di 45 anni per lo screening di stati precancerosi

con familiari affetti da cancro gastrico.

PARAMETRI ESAMINATI NEL GASTROPANEL

Pepsinogeno I e Pepsinogeno II

I pepsinogeni sono precursori dell’enzima pepsina. Il pepsinogeno I viene prodotto dalle cellule della zona “alta” dello stomaco (tecnicamente corpo-fondo). Esiste una correlazione tra la perdita di queste cellule (perdita che si può avere in caso di atrofia gastrica) e il livello di pepsinogeno I. Il pepsinogeno II è prodotto dall’intero stomaco e dal duodeno. Vista la diversa localizzazione delle cellule che producono i due pepsinogeni, il rapporto tra pepsinogeno I e pepsinogeno II permette di stabilire la zona dello stomaco affetta dalla patologia.

Gastrina 17

La Gastrina 17 è un ormone prodotto dalle cellule della parte “bassa” dello stomaco (antro) e la sua liberazione è regolata da un meccanismo a feed-back negativo ai livelli di pH gastrico e di pepsinogeni: un livello basso di gastrina è indice di danno gastrico antrale, mentre un suo incremento riflette il tentativo di stimolare la produzione di HCl in caso di gastrite atrofica.

Anticorpi anti-Helicobacter pylori

La determinazione degli anticorpi anti-Helicobacter pylori permette di valutare l’avvenuto contatto con il batterio che vive a livello della mucosa gastrica sviluppando infiammazioni permanenti. Più del 50% della popolazione è infetto da questo batterio e, nella metà dei casi, le gastriti da infezione da H. pylori evolvono in gastriti atrofiche, che in molti casi sono correlate allo sviluppo di carcinoma gastrico e ulcera peptica.

Il prelievo va eseguito a digiuno (da circa 10 ore) in quanto i fenomeni digestivi possono alterare i valori omeostatici dei pazienti. E’ opportuno segnalare ed indicare l’eventuale terapia farmacologia in atto.